Alzheimer, scoperta rivoluzionaria: passi in avanti sulla prevenzione

Diagnosticare l’Alzheimer prima che i sintomi si manifestino potrebbe essere molto più semplice di quanto si sia ipotizzato finora: ecco perché.

Chi ha avuto a che fare, direttamente o indirettamente, con l’Alzheimer sa quanto tale malattia possa essere devastante per chi ne è affetto e per i suoi familiari. Purtroppo, finora le armi a nostra disposizione per contrastare il terribile decorso della patologia sono state limitate. Ma un nuovo studio scientifico apre un importante spiraglio di speranza per il futuro.

Alzheimer scoperta rivoluzionaria prevenzione
Le cellule cerebrali a forma di stella nel sangue chiamate astrociti potrebbero indicare la probabilità che un paziente progredisca verso l’esito fatale. (IlGranata.it)

Un’equipe di ricercatori dell’Università di Pittsburgh ha testato più di 1.000 anziani sani per vedere cosa li rendeva più a rischio della malattia che ruba i ricordi e annienta la personalità. Le cellule cerebrali a forma di stella nel sangue chiamate astrociti potrebbero indicare la probabilità che un paziente progredisca verso l’esito fatale, secondo uno studio “game-changer”. Vediamo tutti i dettagli e i risvolti della scoperta.

Una possibile svolta nella lotta contro l’Alzheimer

In poche parole, gli esami del sangue potrebbero essere utilizzati per prevedere se è probabile ci si ammali di Alzheimer, suggerisce la ricerca. Solo i pazienti i cui gli astrociti erano anormalmente reattivi e avevano elevate quantità di proteine che causano malattie chiamate amiloidi hanno continuato a sviluppare l’Alzheimer.

Alzheimer scoperta rivoluzionaria prevenzione
L’Alzheimer è la forma più comune di demenza e si pensa che sia causato da accumuli di proteine nel cervello. (IlGranata.it)

I risultati potrebbero aiutare a sviluppare farmaci volti a prevenire la progressione della malattia in futuro, hanno affermato i ricercatori. L’autore senior, Tharick Pascoal, ha dichiarato: “Il test per l’amiloide cerebrale e i biomarcatori del sangue della reattività degli astrociti è il miglior screening per identificare i pazienti più a rischio di Alzheimer. Questo mette gli astrociti al centro come regolatori chiave della progressione della malattia, sfidando l’idea che l’amiloide sia sufficiente per scatenare l’Alzheimer”.

L’Alzheimer è la forma più comune di demenza e si pensa che sia causato da accumuli di proteine nel cervello. L’ultimo studio, pubblicato su Nature Medicine, ha esaminato se altri processi nel corpo possano essere altrettanto influenti nel causare la malattia. I ricercatori hanno analizzato esami del sangue e risonanze di persone tra i 60 e i 70 anni per verificare i loro livelli di amiloide. Hanno poi incrociato i risultati con test separati dei loro astrociti.

Le persone con alti livelli di entrambi avevano significativamente più probabilità di sviluppare l’Alzheimer. I risultati aiutano a chiarire perché alcune persone hanno importanti accumuli di amiloide, ma non contraggono la malattia. L’autrice principale, dott.ssa Bruna Bellaver, ha dichiarato: “Gli astrociti svolgono una funzione analoga a un direttore d’orchestra. Questa scoperta può essere un punto di svolta nel contrasto alla malattia”.

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