Come ottenere il rimborso di un Buono Postale in tempi brevi: la procedura da seguire

Quando bisogna recarsi alle Poste per ottenere un rimborso di un buono fruttifero? Che procedura bisogna seguire? Le risposte alle tue domande

I buoni fruttiferi sono molto popolari in Italia, lo dimostrano i volumi di sottoscrizioni di questi strumenti nel corso del tempo. I risparmiatori sottoscrivono per ottenere il rendimento offerto. Ma la domanda è: quando si può andare alle Poste per rimborsare un buono fruttifero comprato anni fa?

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Poste italiane, come ottenere il rimborso del buono fruttifero – foto: Ansa (ilgranata.it)

Gli interessi maturano immediatamente, fino al giorno del rimborso, finale o intermedio. L’emittente permette il rimborso in ogni momento, ma sempre e solo entro i termini di prescrizione. Invece, il riconoscimento degli interessi avviene a scadenze e modalità differenti.

I rendimenti che sono offerti dai buoni, possono variare in base all’epoca di emissione, la durata e anche il momento dell’esercizio del riscatto. Per i titoli di medio-lungo termine, normalmente, gli interessi sono del tipo step-up, ossia crescono all’aumentare del tempo di possesso. Quelli che sono di breve durata hanno un tasso fisso e costante di norma.

Quando recarsi alle Poste per avere un rimborso del buono

Quando i buoni arrivano a scadenza, il sottoscrittore riceve il capitale sottoscritto all’inizio più gli interessi netti. Essi sono di fatto corrisposti al netto della ritenuta fiscale del 12,50% e dell’imposta di bollo eventuale se ne sussistono i presupposti di Legge.

Buono fruttifero rimborso
Buoni fruttiferi: la procedura per ottenere il rimborso – foto: Ansa – ilgranata.it

Non prevedono altri tipi di spese, come le commissioni di compravendita. La struttura delle spese è semplice e snella e attiene tutta alla sfera Fisco. Quando bisogna andare allora alle Poste? Il discorso è più complesso nel caso di esercizio del diritto di rimborso prima della scadenza. In quel caso vanno tenute in considerazione tre cose.

La prima riguarda di fatto il capitale nominale investito, che il risparmiatore andrà a ricevere in modo integrale. Ossia il titolare del buono non andrà incontro a perdite in conto capitale come può avvenire con i titoli di Stato. Quindi, se per anni si è sottoscritto un buono per 8.000 euro, il titolare si vedrà corrisposto quel valore nominale.

Per i titoli emessi in forma cartacea è invece necessaria la loro presentazione per poter godere del rimborso, sia a scadenza che prima. Per i titoli in forma dematerializzata, il rimborso del buono avviene in modo automatico a scadenza.

La seconda ha a che fare con l’importo che si può riscattare nel caso di rimborso anticipato, quanto capitale si può riavere indietro prima della fine della vita del buono. Se il titolo è in forma cartacea, il rimborso anticipato del titolo avviene per l’intero importo sottoscritto. Nel caso di BFP dematerializzati il rimborso anticipato può anche avvenire per l’intero importo o per una parte.

Gli interessi maturano da subito e fino al momento in cui non scadono o non vengono rimborsati. Essi sono riconosciuti solamente al termine della (o delle) finestre temporali previste dal buono posseduto. Il buono 3×4 riconosce gli interessi netti al termine del 3°,6°,9° e 12° anno di vita. Nel caso del riscatto tra il 2° e 3° anno di vita avremo diritto al capitale ma non agli interessi. Quindi, non si potrà avere un rimborso inferiore al valore nominale inizialmente sottoscritto.

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