Revenge porn, casi in aumento: i consigli della polizia postale per tutelarsi

Una pratica odiosa e criminale: come riconoscere e come difendersi dal “revenge porn”

I reati a sfondo sessuale sono tra i più odiosi che possano esistere. Purtroppo, come testimoniano le cronache di questi giorni, sono in grande, grandissima, espansione. Da anni, invece, molte persone (donne, soprattutto) sono vittime di quello che chiamiamo “revenge porn”. Ecco di cosa si tratta e come difendersi.

Revenge porn, polizia postale
Revenge porn: pratica in grande crescita foto: Ansa – (ilgranata.it)

La società odierna, purtroppo, è pienamente immersa nella sessualità più spinta. Il sesso, i rapporti intimi, la passione, non sono più percepiti come qualcosa di privato, come qualcosa da vivere appieno e in maniera totalizzante.

Viceversa, sono vissuti, soprattutto dai più giovani, in maniera morbosa. Come un vizio, come qualcosa su cui superare, giorno dopo giorno, il limite. In tal senso, una spinta drammatica è stata data, in questi anni, dallo sviluppo della tecnologia e dei social network.

Una di queste degenerazione si chiama “revenge porn”. Ecco cos’è e, soprattutto, i consigli della Polizia postale per non cadere nelle grinfie dei criminali.

Revenge porn: cos’è e come difendersi

Come ci dicono gli stessi numeri forniti dagli investigatori, il fenomeno del revenge porn è in grande espansione. Si tratta, come ormai abbiamo imparato tristemente a sapere, della diffusione di immagini intime sui social e su internet. Parte tutto come un gioco sessuale che poi si trasforma, però, in un incubo per chi subisce la vendetta o il ricatto.

Revenge porn, cosa fare
Revenge porn: i consigli della Polizia postale foto: Ansa – (ilgranata.it)

Sempre più persone (giovani, ma non solo) fanno quello che viene definito “sexting”. Sostanzialmente, lo scambio di messaggi piccanti, soprattutto tramite social e app di messaggistica e, spesso e volentieri, immagini erotiche, sotto forma di foto o di video. Da qui, poi, quando qualcuno è in possesso di nostre immagini intime ed esplicite, la richiesta di denaro, per non divulgarle.

E molte vittime, con lo spettro della vergogna e dell’onta pubblica, finiscono per pagare, talvolta anche moltissimi soldi, pur di aver salva la propria dignità. Come ben sappiamo, in passato, alcune situazioni sono degenerate. La Polizia Postale ha divulgato alcuni consigli per difendersi da queste pratiche odiose.

Innanzitutto sconsiglia vivamente lo scambio di questo tipo di materiale, soprattutto con persone che non si conosce bene. Ma, qualora tutto questo fosse avvenuto e fosse arrivata la richiesta di denaro, la Polizia postale suggerisce di non cedere mai al ricatto pagando le somme richieste. Si tratta di una vera e propria estorsione, che non si placherà con il primo pagamento: le richieste saranno sempre più alte e sempre più insistenti.

Bisogna invece mostrarsi risoluti e non vergognarsi di fronte a quanto fatto: i criminali potrebbero avere gioco facile su questa fragilità. Quindi, il passaggio chiave è quello di sporgere immediatamente denuncia. Infine, la Polizia postale chiede di non cancellare i messaggi scambiati con gli estorsori, di non chiudere i profili social su cui ai viene contattati, ma conservare gli screenshot, che potranno essere fondamentali per individuare i responsabili.

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