Allarme mal di montagna: attento a questi sintomi e cosa rischi | Difenditi subito, preoccupazione

Sopra una certa quota aumenta il rischio che si presenti il mal di montagna. Ci sono dei sintomi da riconoscere subito per poter intervenire.

Come per il mal di mare c’è una predisposizione individuale a sviluppare il mal di montagna. Questo nome si dà a una serie di disturbi che insorgono una volta che si arriva sopra una certa quota, che però non è fissa ma può variare. Sentirsi male verso i 3.500-4.000 metri è abbastanza comune, ma chi non è abituato alla montagna già verso i 2.000 metri può sperimentare dei malesseri. Non conoscendo i sintomi è facile spaventarsi, e per questo è bene essere informati.

escursione in montagna
Per andare in montagna occorre la giusta preparazione. (ilgranata.it)

Ma cosa provoca il mal di montagna? La ragione è legata alla variazione in termini di pressione atmosferica, che cala man mano che si ascende. Di conseguenza l’ossigeno nell’aria è meno concentrato e l’organismo aumenta la pressione per riuscire ad assorbirlo. Se si ha già la pressione alta però salire troppo di quota può diventare pericoloso, soprattutto se si procede veloci. Il corpo deve abituarsi gradualmente per non restare a corto di ossigeno, acclimatandosi.

camminare ad alta quota
Chi non è allenato dovrebbe tornare indietro ai primi sintomi. (ilgranata.it)

I sintomi di un’ascesa troppo rapida sono vari ma di solito si inizia ad avvertire un forte mal di testa associato a un senso di nausea, anche al punto di vomitare. Non si riesce a camminare dritti e non è raro avere le vertigini, perdendo il senso dell’equilibrio. Nei casi più gravi si può arrivare a un collasso, molto pericoloso in montagna dove i soccorsi non sono immediati.

Come comportarsi in caso di mal di montagna

Se si iniziano ad avvertire i sintomi visti prima la cosa migliore è tornare subito indietro in modo da arrivare a quote più basse. Dato che è l’altitudine a provocare problemi portare chi sta male dove la pressione dell’aria è più forte e c’è più ossigeno darà subito un po’ di sollievo. Provare ad andare avanti è la cosa peggiore perché salendo il malessere aumenterà peggiorando le condizioni di chi presenta i sintomi.

Se anche scendendo non si nota miglioramento e in più l’infortunato fa fatica a respirare è meglio chiamare i soccorsi il prima possibile. Sopra i 3.500 metri c’è la possibilità che si presenti un edema polmonare, dove i polmoni si riempiono di liquido rendendo difficile la respirazione, come se si stesse annegando. La cosa migliore quando si va in montagna è lasciare qualche giorno al corpo per abituarsi alla variazione di pressione prima di salire ancora di quota.

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