Verità incontrovertibili

Verità incontrovertibili
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Lo sfogo di Gattuso va rispettato, ma è bene analizzare le cose con onestà intellettuale

Gattuso questa volta ha evitato la solita conferenza sul veleno e sul coltello tra i denti e ha detto con grande onestà intellettuale tre verità: la prima è che il suo Napoli ad oggi è, dal punto di vista dei risultati, in linea con gli obiettivi. E quindi a pieno titolo nel gruppone in lotta per la Champions nonostante una partita in meno, vittorioso in un ostico girone di Europa League e alle semifinali di Coppa Italia; la seconda è che questo, considerato il peso specifico dell’assenza contemporanea e prolungata di Mertens e di Osimhen, ancora molto indietro fisicamente, non era scontato, visto che qualunque squadra risentirebbe di mancanze così importanti; la terza è che il calcio ai tempi del virus è un altro sport, a tratti folle, e nessuno - manco il Real Madrid - riesce ad avere continuità. Basti pensare ai Red Devils primi in classifica che perdono in casa (se parlare di casa e trasferta ha ancora un senso...) con lo Sheffield fanalino di coda in Premier.
Verità. Verità incontrovertibili.

Ho tanta stima dell’uomo Gattuso, e m’è piaciuto pure il piglio con cui ha affrontato i giornalisti ieri sera dopo le (innegabilmente vere, pure queste) fastidiose esagerazioni di una piazza fin troppo complessa, che d’altronde è la stessa che si permise poco più di un anno fa di insinuare che uno che ha vinto tre Champions League non sapesse organizzare nemmeno la preparazione atletica di un gruppo squadra. Dopodiché, caro Gattuso, c’è ancora un enooorme lavoro da fare su una squadra più discontinua delle altre e che ancora difetta di una precisa, forte, convincente identità tattica e mentale. Che spesso va in confusione al primo schiaffo subito e che in troppe fasi della partita si disunisce e finisce con avere enormi problemi perfino in uscita palla. Che spesso dà l’impressione di dipendere dalle invenzioni di quelli davanti, che sono forti. Soprattutto il messicano, che è in uno stato di forma strepitoso, illegale.
Queste cose, mister, devi risolverle.
Così come devi risolvere, appena supererà il Covid, l’enorme equivoco tattico che ruota intorno ad un talento come Fabian Ruiz, che non possiamo permetterci di perdere, e pure l’annosa questione del portiere. Oltre a ridare dignità ad alcuni calciatori che hai chiesto o che il direttore sportivo ha valutato di comprare (da Lobotka a Rrahmani passando per Elmas, che l’anno passato aveva dato segnali importanti), che sono costati una cifra e che fai giocare poco, pochissimo.
Perché io me lo auguro che vincerai tutto da allenatore come hai fatto da calciatore. Ma la tua personalità non basta. C’è bisogno di vederli sul campo, certi principi. E anche questa è una verità incontrovertibile. Al di là dei numeri, dei moduli, che sono certo importanti ma che non sono tutto. Perché ognuno dice la sua, ma l’unico a poter giudicare - e lì non ti sarà data possibilità di replica piccata - è il campo.

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